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gruppo toscano
Ma possibile che sui bambini debbano parlare – e straparlare – tutti tranne chi ne sa qualcosa?

Il commento di Aldo Fortunati ai recenti articoli della stampa


 

Recenti uscite sul Corriere salute, riprese anche da La Stampa dichiarerebbero un rischio di minor QI per i bambini che frequentano il nido

http://www.corriere.it/salute/pediatria/17_ottobre_18/i-bambini-che-vanno-nido-prima-due-anni-perdono-5-punti-qi-6e6e6bc6-b40d-11e7-a74a-4f53ebf32041.shtml 

http://www.lastampa.it/2017/10/21/societa/i-bambini-che-vanno-al-nido-prima-dei-due-anni-perdono-punti-di-quoziente-intellettivo-oidZhkSw6YIf6VOC29qqAN/pagina.html

IL MISFATTO

1.

Titolo sbagliato anche rispetto al contenuto dell’articolo; si enfatizza la perdita di valori di QI ma si omette di dire che riguarda solo i bambini di famiglie “abbienti”, mentre avviene il contrario per i bambini di famiglie svantaggiate, il ché – sia detto fra parentesi – non è proprio la stessa cosa.

2.

Lo spicchio osservato dall’indagine condotta da economisti dell’Università di Bologna è particolarissimo – Bologna – ed è davvero SCORRETTO generalizzare il risultato come se fosse valido in generale.

Inoltre, il parametro del QI è molto specifico e non può essere utilizzato come unico parametro di riferimento per capire se i bambini stanno bene e, in particolare, se hanno opportunità adeguate per stare bene; ma qui il discorso sarebbe lungo…

3.

Infine, la prognosi degli economisti – ma non sarebbe meglio che si occupassero di economia (che ne avremmo bisogno) piuttosto che sospingersi in territori di cui, come ben visibile, non capiscono proprio nulla? – è un esercizio ad effetto che mostra una assoluta debolezza almeno su due punti:

  • chi l’ha detto che la relazione diadica fra bambino e adulto è favorente di per sé per lo sviluppo di un bambino? E, soprattutto, chi l’ha detto che “a meno di uno o due anni di vita le interazioni sociali con i coetanei presenti al nido sono pressoché nulle”? Non è vero proprio per nulla, e infatti non vengono citate ricerche a supporto, ma sono sempre gli economisti in causa che fanno i saputelli
  • l’idea di aumentare il rapporto numerico per favorire i già favoriti e – solo indirettamente – anche gli svantaggiati è una trovata ad effetto, in un contesto nel quale la riforma in corso di attuazione spinge per la diffusione dei servizi per colmare un deficit innanzitutto quantitativo: siamo oltre 10 punti sotto al target europeo e non abbiamo standard di rapporto numerico inferiore ad altri paesi: come mai dovremmo aumentare lo standard del rapporto numerico con la conseguenza certa che la maggiore diffusione non potrà realizzarsi?

IN REALTA’; secondo PISA OCSE 2012 rielaborato da Save the Children, le competenze scolastiche crescono fortemente in caso di frequenza al nido e ancor di più se questa frequenza è durata più di un anno"

1.

La frequenza di un nido ha effetti positivi sulle competenze dei bambini in età scolare e soprattutto se frequentato già nei primi due anni di vita

 

2.

In generale, la possibilità di avere esperienze sociali al di fuori della famiglia e con altri coetanei è dunque molto positivo sempre e – ovviamente – non perché i genitori e gli adulti non hanno un ruolo positivo, ma perché i bambini hanno bisogno di avere esperienze in una ecologia sociale ricca e diversificata, di cui fanno parte anche i coetanei. NOTA BENE: non stiamo scoprendo nulla di nuovo rispetto a quello che è sempre accaduto in tutte le comunità sociali del mondo in cui NORMALMENTE i bambini crescono insieme a diversi adulti – genitori, nonni, parenti e rete informale – e molti altri bambini – fratelli ma anche gruppo dei pari – con la sola esclusione di quanto accade da pochissime generazioni in alcune società post-industriali in cui il controllo delle nascite e gli impedimenti economici a fare figli producono l’effetto di avere famiglie con un solo figlio, in cui i bambini non incontrerebbero altri bambini fino a 3 anni se non ci fossero servizi come il nido.

3. 

INFINE: basta caricare tutto sui genitori – e in realtà di fatto sulle donne – affermando in modo tendenzioso che se i bambini perdono il contatto PRETESO ESCLUSIVO ED ESAURIENTE con l’adulto maturano svantaggi con la sola esclusione di quelli provenienti da famiglie svantaggiate; questo vuol dire in realtà chiacchierare a vanvera, ma, soprattutto – se i media non controllano quello che pubblicano perché il problema è solamente “fare notizia” – vuol dire disinformare e anche mettere in forse politiche che, pur faticosamente, si affermano progressivamente con la forza dei fatti: oggi, se dio vuole, la riforma dello 0-6 punta alla diffusione dei servizi e alla loro qualificazione:

  • nell’interesse primario dei bambini
  • e anche ben sapendo che, senza servizi, le politiche di conciliazione non si sviluppano e, alla fine della storia, l’unico effetto certo è che di figli se ne faranno sempre di meno

 

ALDO FORTUNATI



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Gruppo Toscano Nidi e Infanzia
è un'associazione che vuole offrire occasioni di incontro e discussione tra persone che operano nel settore dell'educazione della prima infanzia.
Le iniziative in programmazione
Entro la metà del mese di febbraio - probabilmente ilmercoledì 4 - si svolgerà la prossima riunione della Segreteria del Gruppo Toscano.
E' stato invitato Lorenzo Campioni e eventuali eltri referenti della Segreteria naszionale dell'Associazione.
All'ordine del giorno la pianificazione esecutiva dei seminari di primavera (tema "la continuità 0-6" e probabile sede Livorno) e autunno (tema "le famiglie" e probabile sede Pistoia)
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Annuario 2015/Agenda2016
Disponibile per tutti i soci del Gruppo Toscano il nuovo "annuario 2015/agenda 2016"
Per informazioni contattare la segreteria all'indirizzo: segreteria@grupponidiinfanzia.it

Sabato 9 gennaio a Pistoia

l nuovo anno si è aperto – secondo consuetudine – con l'incontro in assemblea di soci e simpatizzanti del Gruppo Toscano Nidi e Infanzia.
L'incontro è stato utilizzato innanzitutto per presentare il rendiconto delle attività con uno sguardo sull'ultimo triennio, periodo durante il quale il Gruppo Toscano ha rafforzato progressivamente la base associativa e realizzato 5 seminari, molte assemblee territoriali aperte e numerosi interventi in iniziative promosse e realizzate da Comuni e Cooperative attivi sul territorio.
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Qualche riflessione al margine dei fatti di Vercelli 
di Aldo Fortunati

La radunansza delle radunansze (dell’asili niglio e della primante infanszia)
di Aurora Pardini

Ma possibile che sui bambini debbano parlare – e straparlare – tutti tranne chi ne sa qualcosa?
Il commento di Aldo Fortunati ai recenti articoli della stampa

6-7 ottobre a Firenze
"Guardare il futuro con gli occhi dei bambini"

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Il saluto di Aldo Fortunati a Gloria Tognetti

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